“Translation and Identity” by M. Cronin
I plead guilty: malgrado il titolo e il mio essere una interprete e traduttrice non sono in grado di cogliere questo libro nella sua pienezza.
Non l’ho letto interamente, ma pur limitandomi all’introduzione e al terzo capitolo dal titolo “Interpreting identity” mi sono davvero sentita una outsider.
Non conosco, infatti, tanta della letteratura che Michael Cronin cita una pagina dopo l’altra. Non ho mai letto interamente le tragedie e le commedie romantiche di Shakespeare che pure ho in casa raccolte in due bellissimi, e impolveratissimi, oscar Mondadori.
Come per il libro “Ce que parler veut dire” di Bourdieu, che Federico Farini dell’Università di Modena e Reggio Emilia ha sapientemente commentato da sociologo “insider”, io sono fortemente “fuori” rispetto a certe tematiche e posso cogliere, di esse, solo quello che io stessa voglio leggervi.
Questo libro di Cronin, come quello a cura di Seidlhofer che ho commentato ieri, sono però occasioni feconde per chiedermi chi sono io? In quale disciplina mi identifico? Cosa mi sento di essere?
Un’interprete? Una traduttrice? Un’insegnante? Una redattrice? Una linguista? (e di che tipo, applicata?) o semplicemente una blogger?
Una, nessuna e centomila
1 commento to “Translation and Identity” by M. Cronin
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Ah, Cronin… abbiamo un suo testo per “Lingua e linguistica inglese” con la professoressa Chiaro: è “Translation Goes To The Movies”. Sembra interessantissimo!