Word of the Day

Maven

Oggi condivido una parola che ho imparato leggendo Free di Chris Anderson, perché mi ritrovo in parte nella sua definizione e perché credo sia uno dei motori del www e della Blogosfera.

La parola in questione è MAVEN, che secondo i sociologi descriverebbe “persone esperte di qualche argomento e desiderose di condividere la conoscenza” (Anderson, 2009: 207).

Non mi reputo un’esperta di alcunché, ma di sicuro coltivo un desiderio di condivisione, nella certezza che non ho niente da perdere nel dare ad altri quello che ho trovato.

Si tratta di uno scambio che in daily trova la sua massima espressione e diffusione, ma che non ha nulla di diverso dal quotidiano: “Lo sai cosa ho scoperto?”, “Hai sentito parlare di…?”, “Non ci crederai ma sono incappato in un sito incredibile!” e via dicendo.

Non condivido, quindi, per trasferire ad altri qualcosa che so (quasi fossi l’esperta di Rieducational Channel, come diceva una simpatica lettrice in un commento esilarante), ma perché anche voi possiate stupirvi di quel che ha stupito me, e sviluppare capacità che si alimentano, credo, con il quotidiano desiderio di conoscenza..

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venerdì, febbraio 19th, 2010 Word of the Day Nessun commento

Neve in Romagna

Oggi condivido un pensiero felice…

..la neve..

Provate a non guardarla con il viso scocciato di chi la vede come un disagio alla circolazione delle autovetture, ma con gli occhi di bambino.. quello che è cresciuto forse troppo rapidamente e che oggi vi sembra così lontano..

Quelli erano tempi, quando il paesaggio bianco era motivo di vera gioia, quando chiedevamo alla mamma di poter non andare a scuola per fare il pupazzo (quello nella foto è l’opera dei miei piccoli vicini di casa).

Ora a “scuola” ci tocca andare, purtroppo, ma quello sguardo lo possiamo conservare per sempre..e tirarlo fuori quando ne vale la pena.

Buona giornata a tutti!

Natacha

PS Grazie alla persona con cui, per prima, ho condiviso questo pensiero felice

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lunedì, febbraio 1st, 2010 Word of the Day Nessun commento

A chilometro zero

Frutta e VerduraGaleotta fu una chiacchierata di qualche giorno fa con una collega a proposito dei Gruppi di Acquisto Solidale, e galeotta fu pure una traduzione dall’italiano all’inglese di un sito turistico con cui sono attualmente alle prese.

Fatto sta che mi sono posta il problema, o meglio la curiosità, di come tradurre in inglese l’espressione “a chilometro zero” che si riferisce a cibo e prodotti che passano direttamente dal produttore al consumatore.

Googlando un po’ di possibili traducenti sono finita nel sito dell’Unione Europea, poi nello IATE, e propongo di tradurre con:

from farm to table (variante farm-to-table)

oppure

from farm to fork (variante farm-to-fork)

C’erano altre possibilità con la parola aratro (tipo plough-to-plate), ma queste due mi sembrano ok.

Avete altre proposte?

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venerdì, dicembre 18th, 2009 Word of the Day 1 commento

Suspense o suspence?

Lawbreakers_Suspense_Stories_01Su gentile invito di una collega ho fatto qualche ricerca per controllare un termine dalla grafia alquanto altalenante: suspense.

Ho tratto la seguente conclusione, che vi prego di confutare se secondo voi le cose stanno diversamente:

- suspens è la forma francese (singolare maschile) più letteraria e si usa soprattutto nella locuzione “en suspens” = “in sospeso”;
- suspense (singolare maschile) è la forma più comunemente usata in francese (scritto con S, non con C), e corrisponde all’italiana “suspense”, che però è femminile e pronunciata all’inglese;
- suspense è la parola inglese più comunemente usata.

La forma suspenCe non è corretta né in francese né in inglese, però ce ne sono tantissime occorrenze, soprattutto in siti italiani.. Ho comunque trovato questo link al Wiktionary dove la dà errata http://it.wiktionary.org/wiki/suspense , però non so quanto sia attendibile :(

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giovedì, dicembre 17th, 2009 Word of the Day 4 commenti

Volare con Ryanair

RyanairPremesso che questa è l’ultima volta che volo con la Ryanair perché non è più conveniente come un tempo e ha talmente tagliato i costi che dal 25 ottobre scorso il passeggero la carta di imbarco se la deve pure stampare da solo tramite check-in online, ho un dubbio da sottoporvi.

Se qualcuno di voi ha di recente volato con questa compagnia (nell’ultimo mese in cui sono cambiate le regole del gioco) mi saprebbe dire se la mia borsa a tracolla o il mio zainetto del portatile devono essere messi dentro all’unico bagaglio a mano consentito (max 10 kg, che è nulla, visto che solo il mio mini trolley pesa 3.9 kg!) come dice nel nuovo regolamento?

Oppure se la compagnia è tanto clemente da consentire ad una donna di avere, oltre al mini trolley ultraleggero, almeno la propria borsetta?????

Grazie infinite a chi mi vorrà/potrà aiutare :)

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martedì, novembre 24th, 2009 Word of the Day 8 commenti

Il Natale è alle porte…

Se non avete visto Che Tempo Che fa ieri sera, fate in modo di recuperare la puntata. Bocelli ha presentato il suo album di Natale, My Christmas, e l’atmosfera natalizia è entrata nelle case con un po’ di anticipo (o di ritardo se si considerano gli addobbi nei centri commerciali a partire da fine ottobre!).

E poi la Littizzetto ieri ha fatto davvero morir dal ridere :)

NB Il sito del programma è in fase di cambiamento, quindi può essere che ci siano problemi o lentezze di visualizzazioni. Ma non demordete!

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lunedì, novembre 23rd, 2009 Word of the Day 3 commenti

Hermes & company

HermesVisto che domani sarò a Ferrara per lavoro e che non avrò certo il tempo per aggiornare daily, vi lascio con qualche parola del giorno che avrete tutto il tempo di “metabolizzare”.

Cominciamo con Hermes, che più che una parola è il nome proprio del dio greco che, stando a Fotini Apostolou (2009), sarebbe l’antesignano dell’interprete. Antico mediatore tra gli dei e gli umani, Ermes sarebbe il dio della traduzione e di tutte le transazioni tra “mondi” diversi. La stessa etimologia di Hermes sembra tradire questa natura di confine, perché herma (herm) erano delle pietre che servivano come demarcazione di un territorio (Apostolou, 2009: 2).

L’interprete e il traduttore sarebbero, in soldoni, le persone in grado di varcare il confine tra due mondi. Vi ci ritrovate?

La seconda parola è tittle tattle, un nome verbo che significa “pettegolezzi” o “spettegolare”. L’ho scoperto grazie ad Andrea, che ringrazio per lo stimolo che spesso deriva dalle sue “paroline da tradurre”.

Le ultime due parole sono invece da attribuire a Luca, che parlando del suo lavoro in banca spesso dissemina perle di saggezza e di lessico. Stando ad orecchie tese lunedì sera ho raccolto:
-    denaro fresco, che sarebbe la giusta collocazione per parlare di denaro liquido (io dicevo erroneamente “soldi freschi”)
-    sofferenze, che sono i crediti considerati non esigibili dalla banca.

Aggiornate i vostri glossari economici con queste entrate così colorite, a dimostrazione di come i linguaggi specializzati spesso recuperino termini di uso comune decisamente evocativi per attribuire loro significati che mai avremmo immaginato :)

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giovedì, novembre 19th, 2009 Word of the Day Nessun commento

Petizione “1billionhungry”

MiriamMakebaLa FAO ha lanciato una petizione dal nome molto chiaro: 1 miliardo di persone vivono morendo di fame. Un ossimoro che non ha nulla del rassicurante mondo della poesia, ma che significa che, nel giro di una manciata di secondi, due bambini muoiono di fame.

Sulla scia della puntata di Che Tempo Che Fa di ieri sera intitolata “Dall’Inferno alla Bellezza”, che vi consiglio vivamente di recuperare dagli archivi online del programma se non l’avete vista, oggi comincio la giornata pensando all’Africa. Un continente povero che è spesso, per molti almeno, solo sinonimo di povertà, e di quella fame cronica contro cui la petizione della FAO combatte.

Nella consapevolezza che, “When ending hunger becomes humanity’s top priority, change will follow”, invito anche voi a firmare la petizione all’indirizzo http://www.1billionhungry.org/

Ci vogliono davvero pochissimi secondi, giusto il tempo di digitare il vostro indirizzo email (solo la prima parte visto che con ogni probabilità il vostro computer avrà messo in memoria il resto), e di selezionare il vostro paese.

Qualche secondo di più ci vuole, poi, ad ascoltare questa canzone di Miriam Makeba (che tutti conosciamo come Mama Afrika) dal titolo Pata Pata. Molto probabilmente la assocerete, come me del resto, ad una famosa pubblicità, ma dietro, come ci ha insegnato Roberto Saviano ieri, c’è molto, molto di più.

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giovedì, novembre 12th, 2009 Word of the Day Nessun commento

Cosa fa ridere un interprete?

smileQuesto post è strettamente riservato a traduttori, interpreti e persone che, vivendo a loro stretto contatto, ne condividono ormai la pazzia.

Qualche giorno fa, quando ho caricato il video della “super interpreter”, ero praticamente piegata dal ridere. Guardare quel video mi ha fatto cominciare bene la settimana, quindi ho pensato di condividerlo per diffondere il mio smilish day.

Erroneamente pensavo che un video come quello potesse far ridere tutti.

In realtà, ieri ho fatto vedere il video a tre persone che non rientrano nella categoria “interpreti, traduttori o i poveretti che li sopportano”. Con mia grande sorpresa, queste tre persone non ridevano affatto.

Ora, vi chiedo, cos’è che ci fa ridere così tanto? Abbiamo forse, oltre che comuni deformazioni professionali, anche una comune ironia???

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giovedì, settembre 24th, 2009 Word of the Day 5 commenti

The super interpreter

the_secretary_who_speaks_7_languagesSe vi aspetta un traumatico lunedì di ripresa e un’altrettanto dura settimana di lavoro, cominciatela con il sorriso :)

Ringraziando la mitica concabina che me lo ha suggerito, carico un video che vi darà la carica per tutto il giorno…

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lunedì, settembre 21st, 2009 Word of the Day 1 commento