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	<title>Commenti a: “Per una fenomenologia del Tradurre”</title>
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	<description>Traduzione e Interpretazione</description>
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		<title>Di: Michele</title>
		<link>https://www.dailynterpreter.com/archives/1316/comment-page-1#comment-874</link>
		<dc:creator>Michele</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Jan 2010 19:27:52 +0000</pubDate>
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		<description>Come non essere d&#039;accordo! espressioni quali &quot;traduzione fedele&quot;, &quot;traduzione libera&quot;, &quot;copia fedele di un testo originale&quot; sono tutte parole un tempo usate e abusate, ma che per fortuna iniziano a essere eliminate dalle trattazioni scientifiche.. Mi ricordo quando in una delle primissime lezioni di teoria della traduzione ci venne detto: &quot;Fedele...ma fedele a cosa!? &#039;fedele&#039; non vuol dire proprio un bel niente! e lo stesso vale per &#039;traduzione libera&#039;&quot;, tanto per fare un esempio.. Potrei stare ore a parlare degli pseudo-significati attribuiti alle parole &quot;fedele&quot; e &quot;libero&quot; e dimostrare quanto queste siano vuote di significato e illusorie.. Mi viene in mente un esempio che più volte ci hanno fatto a lezione di traduzione cinese, dove in un testo era scritto &quot;[questo materiale] ha la stessa consistenza del doufu&quot;. Qual&#039;è la traduzione &quot;fedele&quot; [ORRORE!!] di doufu?

Il mio personalissimo punto di vista a riguardo è che ci siano ancora troppi traduttori (anche professionisti) che reputano una traduzione letterale una traduzione più &quot;attinente all&#039;originale&quot;, più &quot;fedele al testo originale&quot;. E&#039; come se notassi un certo &quot;senso di colpa&quot; nel traduttore/interprete che tenta di &quot;staccarsi&quot; dal &quot;testo originale&quot;. La bravura del professionista, a mio avviso, sta invece proprio nel saper calibrare precisamente la misura con cui staccarsi dalle parole per esprimere meglio il senso voluto dall&#039;autore..

Quanto al concetto di trasposizione e di non-copia introdotto dal verbo &quot;metafero&quot;, mi pare interessante ricordare che ormai non si parla più di &quot;testo originale&quot;-&quot;testo tradotto&quot;, e per fortuna si parla sempre meno anche di &quot;testo di partenza&quot;-&quot;testo d&#039;arrivo&quot;, con buona pace di Catford. &quot;Prototesto&quot; e &quot;metatesto&quot;, infatti, mi sembrano essere termini più consoni al processo semiotico della traduzione.


Un saluto a tutti, sperando che il dibattito non si arresti qui!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Come non essere d&#8217;accordo! espressioni quali &#8220;traduzione fedele&#8221;, &#8220;traduzione libera&#8221;, &#8220;copia fedele di un testo originale&#8221; sono tutte parole un tempo usate e abusate, ma che per fortuna iniziano a essere eliminate dalle trattazioni scientifiche.. Mi ricordo quando in una delle primissime lezioni di teoria della traduzione ci venne detto: &#8220;Fedele&#8230;ma fedele a cosa!? &#8216;fedele&#8217; non vuol dire proprio un bel niente! e lo stesso vale per &#8216;traduzione libera&#8217;&#8221;, tanto per fare un esempio.. Potrei stare ore a parlare degli pseudo-significati attribuiti alle parole &#8220;fedele&#8221; e &#8220;libero&#8221; e dimostrare quanto queste siano vuote di significato e illusorie.. Mi viene in mente un esempio che più volte ci hanno fatto a lezione di traduzione cinese, dove in un testo era scritto &#8220;[questo materiale] ha la stessa consistenza del doufu&#8221;. Qual&#8217;è la traduzione &#8220;fedele&#8221; [ORRORE!!] di doufu?</p>
<p>Il mio personalissimo punto di vista a riguardo è che ci siano ancora troppi traduttori (anche professionisti) che reputano una traduzione letterale una traduzione più &#8220;attinente all&#8217;originale&#8221;, più &#8220;fedele al testo originale&#8221;. E&#8217; come se notassi un certo &#8220;senso di colpa&#8221; nel traduttore/interprete che tenta di &#8220;staccarsi&#8221; dal &#8220;testo originale&#8221;. La bravura del professionista, a mio avviso, sta invece proprio nel saper calibrare precisamente la misura con cui staccarsi dalle parole per esprimere meglio il senso voluto dall&#8217;autore..</p>
<p>Quanto al concetto di trasposizione e di non-copia introdotto dal verbo &#8220;metafero&#8221;, mi pare interessante ricordare che ormai non si parla più di &#8220;testo originale&#8221;-&#8221;testo tradotto&#8221;, e per fortuna si parla sempre meno anche di &#8220;testo di partenza&#8221;-&#8221;testo d&#8217;arrivo&#8221;, con buona pace di Catford. &#8220;Prototesto&#8221; e &#8220;metatesto&#8221;, infatti, mi sembrano essere termini più consoni al processo semiotico della traduzione.</p>
<p>Un saluto a tutti, sperando che il dibattito non si arresti qui!</p>
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		<title>Di: Ilaria</title>
		<link>https://www.dailynterpreter.com/archives/1316/comment-page-1#comment-873</link>
		<dc:creator>Ilaria</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Jan 2010 16:38:44 +0000</pubDate>
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		<description>Non vi capita mai di provare soddisfazione quando pronunciate una bella collocazione? Quando spontaneamente producete l’aggettivo che più calza? La struttura che meglio esprime?

Certo che mi capita, e anche spesso! :)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non vi capita mai di provare soddisfazione quando pronunciate una bella collocazione? Quando spontaneamente producete l’aggettivo che più calza? La struttura che meglio esprime?</p>
<p>Certo che mi capita, e anche spesso! <img src='https://www.dailynterpreter.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
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