Traduzione e Interpretazione

I ritardi non sono solo italiani…

Train BelgeLo sapevate che anche i treni belgi accumulano ritardi e disservizi?

Contrariamente alle mie aspettative, venerdì scorso quando sono arrivata alla Gare Centrale di Bruxelles, il mio treno per Genk aveva 10 minuti di ritardo. Tra l’altro non ho saputo fino a 30 secondi prima del suo arrivo in quale binario dirigermi.

Per fortuna i binari erano solo 4 e un gruppo di vecchiette era nella mia stessa situazione. Erano fiamminghe, ma una parlava francese, così ci siam fatte quattro chiacchiere. E sapete cosa? Nonostante i suoi almeno 70 anni, ad un certo punto ha improvvisato qualche frase di inglese da rivolgere ad un signore distinto che, come noi, aspettava che comunicassero il binario. Quando le ho chiesto come mai parlasse anche inglese, la signora mi ha risposto che lo ha imparato ascoltando gli annunci (che a Bruxelles sono trilingue: francese, fiammingo e inglese).

Il che mi ha fatto pensare a mia nonna, che giovedì non mi è venuta a prendere all’aeroporto a causa del I quote “rush” e che in estate organizza “cheese party” a bordo piscina. Immediato è stato il confronto con la tipica nonna romagnola, che per carità è una casalinga doc, ma che in genere stenta a conoscere l’italiano e non ha mai varcato il confine… di regione! So che è un po’ prematuro decidere che nonna voglio essere, visto che ancora non ho figli, ma questo incontro mi ha fatto riflettere…

Tornando ai treni, passata la città universitaria di Louvain-Leuven, fino a dove gli annunci sono bilingue o trilingue, comincia la predominanza assoluta del fiammingo. Per la mia gioia, visto che lo capisco a stento!

Ultima notazione sui treni, e con questa chiudo, ho apprezzato il sedile rialzabile con appendiabiti che vedere nella foto (l’ho fatta con il cellulare, quindi non è un granché :( ). Vi permette, infatti, di guadagnare spazio e di incastrare, eventualmente, borsoni e valigie.

Figuratevi che un ragazzo ci ha incastrato un borsone dal quale, ad un certo punto, ha tirato fuori una bicicletta smontabile. Uno spettacolo! Non avevo mai visto niente di simile! Ma purtroppo non l’ho fotografato per paura che se ne avesse a male ;)

3 Responses to “I ritardi non sono solo italiani…”

  1. :)! scrive:

    ihih :P che bella storiella… io adoooooooooooooooooooro prendere mille treni diversi… la prossima settimana ho prenotato il tiggivi per l’andata a bruxelles finalmente :D ! e l’eurostar per il ritorno… peccato che se anche mi fermo a Lille dovrò fare il check-in mezz’ora prima come se andassi in UK :( … In Francia annunciare il binario solo due-tre minuti prima dell’ingresso del treno in stazione è normalissimo infatti la gente sosta sempre davanti ai tabelloni e quando annunciano il binario si vede la FOOOOOOOLLLLA che si precipita :P le comiche ihihih :P !
    Cmq tutto sto sbrodolamento di parole per concludere dicendo che sarai una nonna supersprint e poliglotta… con il vantaggio di saper cucinare egregiamente :) ! una nonna esplosiva :) (ecco perchè ti hanno sequestrato il marzapane :P ) un bacione

  2. Gloria scrive:

    Direi che il treno qui sopra in foto è uguale uguale ai nostri. Qualcuno ha mai provato a prendere il treno delle 17.38 da Bologna il venerdì pomeriggio??? Dire che assomigliamo a deportati è fare un complimento eccessivo sia a noi che hai progettisti di quei bellissimi treni ad alta frequentazione. ALTA FREQUENTAZIONE significa che c’è tanta gente e che quindi i treni devono essere progettati in un certo mpdo per essere più capienti…
    Nati, secondo me prima di preoccuparci di sapere tante lingue, bisognerebbe insegnare ai nostri connazionali un po’ più di italiano :) ;)
    Bacio
    Gloria

  3. :)! scrive:

    nati… ma lo sai che ha fatto ritardo pure il trenonzo belga che hanno preso fratello e sorella per venire me rendre visite… poi i perfidi francesi del nord l’avevano relegato in un binario tristoso senza tettoia per la pioggia (che qui è quasi indispensabile)… :P
    Piccola precisione per gloria l’amico treno delle 17e38 da bologna non è taf…è un Vivalto parola di un’ex assiduissima frequentatrice e pendolare della favolosissima linea bologna furlè :) ! Purtroppo anche se cambia il nome non cambiano le cose… il vivalto, come il taf non ha portabagagli e questo rende difficilissima la vita a chi torna a casa il fine settimana :( e ai pendolari che devono fare lo slalom tra le valigie… qui in francia ci sono un sacco di portabagagli anche nei treni regionali… non bastano mai ma almeno l’idea non è malvagissima :P :P!!!!! e poi porca misèèère i treni francesi di qui non sono mai in ritardo… MA COME FANNO????????

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