Interpreting

Codice deontologico ed etica professionale

Immanuel Kant, il più grande deontologo

Si fa un gran parlare di etica professionale e di codici deontologici. Ammetto di non aver ancora trovato un elenco di principi nei quali mi ritrovo appieno e riconosco il fatto che a volte, più che in uno scritto, ciascun interprete debba pescare nel proprio buon senso e nei valori che lo abitano a prescindere dal contesto, sia esso personale o lavorativo.

Ma se non lo avete già fatto vi invito a leggere la National Standard Guide for Community Interpreting Services, che trovate, inter alia, nel sito del Critical Link alla pagina http://www.criticallink.org/itoolkit.asp?pg=RECENT_CLC_ACTIVITIE.

Per quanto sia incentrata sul Community Interpreting, questa guida è un punto di riferimento essenziale per chiunque eroghi e richieda servizi linguistici (siano essi traduzioni, interpretazioni simultanee, interpretazioni consecutive, chuchotage, community interpreting etc.)

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lunedì, luglio 20th, 2009 Interpreting, Translation Nessun commento

Speciale di Studio Aperto dedicato al funerale di Michael Jackson

{B}Funerali Jackson, la bara d'oro come James Brown{/B}

Funerali Jackson su Repubblica

Non sono qui per criticare lo Speciale di Studio Aperto in diretta dallo Staples Center di Los Angeles e nemmeno la pubblicità che ha regnato sovrana nel momento in cui il re doveva essere un altro. Non mi soffermo nemmeno sul cartonato di Michael Jackson posto a lato di Giorgio Mulè, per quanto, lo ammetto, non l’ho trovato di buon gusto.

Quello che mi interessa, come sempre in realtà, è sapere chi erano i due interpreti che hanno prestato la voce maschile e femminile ai personaggi che si sono succeduti sul palco che fino a pochi giorni fa era solcato da Jacko.

Due interpreti che, nonostante la fatica di tradurre spizzichi e bocconi di discorsi spesso interrotti dal pianto, non sono nemmeno stati ringraziati alla fine del programma. Che vergogna!!!!! Se non fosse stato per loro una vasta parte del pubblico non avrebbe capito proprio nulla!!!!!

Vista la difficoltà dell’interpretazione non sto certo a sindacare sul tono non sempre adeguato della voce maschile, sui troppi segnali discorsivi che si ammucchiavano tra le frasi (bè, insomma, sì, ok etc.), sulla mancata traduzione delle parole di Paris, la piccola di Michael. Voi avreste saputo fare di meglio????? Io personalmente non credo, anche perché difficilmente riuscivo a trattenere le lacrime, figuriamoci a tradurre!!!

Quindi, diversamente da Giorgio Mulè ringrazio i due interpreti che hanno lavorato duramente ieri e chiedo a chiunque di voi lo sappia di dirmi chi sono?

Già che sono in vena di richieste, vi chiedo pure un’altra cosa: qualcuno di voi è a conoscenza di qualche barzelletta sugli interpreti? Si parlava, sta mattina, con alcuni colleghi delle barzellette con cui in Italia si tartassano i Carabinieri e in Francia i Belgi (già, povera me!)..così ci chiedevamo: esistono barzellette sugli interpreti??

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mercoledì, luglio 8th, 2009 Interpreting 1 commento

Italy cup – Cesenatico 2009, 29 giugno-3 luglio

http://www.euro-sportring.org/typo3temp/pics/95e0e1317b.jpg

Italy Cup 2009

Innanzitutto un ringraziamento agli organizzatori dell’Italy Cup – Cesenatico 2009, allo staff di Eurosportring, alle ragazze della Gesturist, al Bakia calcio e soprattutto alla squadra dei Lisle Redwings, che mi ha dato l’emozione di vincere il primo posto nella categoria G18 femminile. Questo post è per loro, e come tale, esclusi i ringraziamenti sinceri a tutti coloro che hanno lavorato per il successo di questa edizione del torneo, è scritto in inglese.

Hi boys and girls!!! I am writing from my office, at home, and the pendant you gave me is just in front of me. The content of the first lines, that some of you with Italian origins may read through, is basically a word of thank to the organisers of the tournament, namely Eurosportring, Gesturist, Bakia, and above all to you.

You and the girls in particular gave me the excitement of winning the first place cup in the G18 category.

You suddenly entered my life with all your smiles, with your fair and good play, with your music on the fields, with the discipline you proved to respect (except for a few occasions on the balconies of the hotel :) )

You are the team I am so proud of, like I have never been before. Not only because you won, girls, but also because you made me take part in your victory. I am used to being closed in a booth, where what I translate is extremely important, too, but where I am merely a tool, a piece of furniture sometimes, and a part of the organization in a sense.

You all, boys-girls-coaches-parents, made me feel a part of you rather than of the organization. I was a friend rather than a detached interpreter, just like our mythical coach driver was a supporter rather than a simple chauffeur. I have heard for one week things like “Tash we love you!” much more than “Can you translate that for me?” and I really thank you for all the pictures we took together, which I hope I will find on Facebook as soon as you finish your Spanish tournament and fly back to Chicago, Illinois.

My utmost gratitude goes to the two team leaders, as this week would not have been the same without their sound coaching, without their meetings before the matches, without the respect they obtained without needing to shout and get angry like so many Italian coaches were doing.

I thank them for showing me what being complementary means, since they were so different and so unique at the same time, just like the two sides of the same coin. They were the sum of expertise and youth, of talkativeness and silence, of what seemed at first sight an extrovert and a shy personality. They were, and still are, a model to follow not only in football but in every aspect of life.

In Italian we would say that these kinds of sports and tournaments are “una palestra di vita”, which basically means that they are a training for life. Well, I really thank you for letting me in an experience which goes far beyond football, for both kids and parents.

I am so sorry for what happened yesterday at Moretti Stadium, when an Italian team proved it had not understood what respect, fair play, good manners and football are. But I am strongly convinced that that is an exception, and I want to believe that reality is rather the twin flag that the American and Italian teams made yesterday to support together your girls who were playing the final.

The last lines should be words of gratitude to the expert side of the coin, in other words to the coach who moved me deeply when he decided to step aside, to let the younger side take his own decisions and enjoy his own victory. A mentor, at a certain moment, should let his “disciple” go his/her own way – he told me.

This reminded me of Professor Guy Aston, the witness and the guide of my Masters Degree Thesis, the man who allowed me to be wrong and to learn from my mistakes, the man who helped me grow and still does while my PhD projects unfolds.

So thank you all for the wonderful week we spent together! And as the coach told me last night, when it was so difficult to part, I won’t say “good bye” but rather “see ya” or “later”, as if there were another opportunity to see each other soon…

Alla prossima, then :)

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sabato, luglio 4th, 2009 Interpreting Nessun commento

Presto di ritorno

Juste deux petits mots per farvi sapere che sono ancora viva…domani sera torno a casa, ma sabato non credo di avere tempo per caricare il lunghissimo debriefing di queste 2 settimane di lavoro.

Penso di meritarmi un giorno di tregua prima di passer du coq à l’âne, come dicono i francofoni, nella fattispecie dalla conservazione del patrimonio al calcio.

Se non altro questa volta sarò en plein air e non chiusa in cabina e, tempo permettendo, riuscirò persino a prendere il sole.

PS Scusatemi se non ho messo immagini, ma dalla location in cui mi trovo non posso caricare file

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giovedì, giugno 25th, 2009 Interpreting Nessun commento

Glossario trilingue sulla Conservazione del Patrimonio

File:Unesco.jpgSarò via per lavoro fino al 26 di giugno, quindi non avrò modo di aggiornare daily.

Ho pensato di farmi “perdonare” il mio silenzio condividendo il glossario che ho preparato per questo incarico.

Si tratta di un glossario Inglese-Francese-Italiano sulla conservazione del patrimonio, il che, come forse avrete capito, vuol dire tutto e niente.

Del patrimonio fanno parte, infatti, innumerevoli manifestazioni materiali e immateriali dell’umanità, nonché gli splendidi doni che la natura ci ha fatto. In sostanza avete di che riempire la mia assenza.

A presto!

Scarica il Glossario Conservazione Patrimonio

NB. La colonna italiana è solo abbozzata, perché per questo convegno non ne avevo bisogno. Quindi le vostre soluzioni sono benvenute :)

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sabato, giugno 13th, 2009 Glossaries, Interpreting 1 commento

LSE Lectures

LSE Events

Se già sapete cosa sono le LSE Lectures fate finta che questo post non esista. Ma se ignorate l’esistenza della LSE, il che sarà fatica visto che la London School of Economics è una delle università più famose del mondo, e se ancora non avete ascoltato nemmeno una delle conferenze in programma, il che è più probabile, vi consiglio di cominciare da quella del 21 maggio scorso, dal titolo “The Failure of both Multiculturalism and Assimilation, and the New Path of Omniculturalism”.

Lo Speaker, Professor Fathali M Moghaddam e la moderatrice, Dr Sandra Jovchelovitch parlano lento e chiaro, rappresentando quindi un’occasione ideale non solo per capire quanto queste due politiche tradizionali di gestione della diversità culturale, ovvero multiculturalismo ed assimilazione, siano ormai superate, ma anche per fare esercizio.

Io, ad esempio, ora utilizzo questo podcast, che è liberamente scaricabile all’indirizzo http://www.lse.ac.uk/resources/podcasts/publicLecturesAndEvents.htm, per fare un po’ di simultanea inglese-francese in preparazione al prossimo convegno (le lectures sono su argomenti parecchio diversi tra loro, quindi date un’occhiata per vedere se ci sono argomenti che vi sono affini).

Sperando di aver fatto cosa gradita e utile, auguro a tutti buon lavoro!

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lunedì, giugno 1st, 2009 Interpreting, Word of the Day 2 commenti

Tutorato specialistica: glossario sulla climatizzazione

Condizionatore d'aria

In previsione del tutorato di domani e di miei impegni futuri ho preparato questo glossario trilingue su condizionamento e climatizzazione.

Vi troverete termini inerenti in italiano, inglese e francese che sono stati prevelentementi desunti da siti web di aziende del settore.

Come al solito, i traducenti dubbi sono stati lasciati in giallo.

Nella speranza che questo glossario possa, prima o poi, esservi utile, vi invito a commentare il post per dare suggerimenti e/o correggere questo lavoro:

glossario condizionatori

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Lezioni 30 aprile: Giordani-Gavioli-Cambridge e altro ancora

http://www.library.nhs.uk/cmsimages/36_7D7A5FD_Cambridge.jpg

Jan Cambridge

Eccomi sul mio solito treno Modena-Savignano sul Rubicone pronta a raccontarvi cosa ha riempito il silenzio denso di questa settimana di delirio. Dato che il dominio di questo blog è dailynterpreter, eccovi un po’ di dailynatacha.

Lunedì e martedì un fantastico convegno di Laringostroboscopia con tanto di interventi dal vivo alle corde vocali. Non ho ancora avuto modo di fare un debriefing e di chiedere alla collega se posso condividere il nostro mastodontico glossario a quattro mani. Datemi qualche giorno e vi caricherò il post con i dettagli sulla preparazione, qualche aneddoto sulla simultanea e il risultato it-en delle nostre fatiche.

Mercoledì ho avuto poi il piacere di accogliere Jan Cambridge a Forlì, dove è stata invitata per parlare agli studenti del community interpreting in the UK. Oltre alla fortuna di assistere alla lezione, ho avuto quella di ritagliarmi qualche spazio privilegiato con Jan e di condividere l’entusiasmo per un PhD che, per quanto in fasi molto diverse della nostra vita, ci accomuna.

Giovedì due bellissime lezioni del ciclo di dottorato all’università di Modena:

10.00-12.00: Demetrio Giordani, La trasmissione del sapere nell’islam tradizionale
14.00-17.00: Laura Gavioli (con la partecipazione di Jan Cambridge), La mediazione dialogica

Andando con ordine, vi racconto anzitutto la sorprendente lezione di questa mattina.

Complice il ritardo del treno (oggi le ferrovie italiane sono in preda al delirio) e uno scambio di aule, sono entrata nella classe del Professor Giordani con più di venti minuti di ritardo. Il che non ha fatto altro che esacerbare il senso di spaesamento che avrei comunque sentito, credo, assistendo alla lezione sin dall’inizio.

Nomi, date, riferimenti storici di cui non capivo assolutamente il senso che ho diligentemente trascritto tra i miei appunti dicendomi che, prima o poi, avrei dato un senso al tutto.

Prendevo appunti e annuivo col capo come se stessi capendo quello che mi veniva detto. Si tratta di un atteggiamento a cui si diventa piano piano avvezzi dal momento che, spesso in occasione dei convegni, ci si trova a conversare con personaggi di ambiti molto specialistici su argomenti che non sempre ci sono affini. In quei casi, almeno, c’è una preparazione terminologica e non solo all’argomento, quindi non si è dei pesci fuor d’acqua.

Qui era diverso. Sentivo parlare di arabo e in arabo e restavo completamente tagliata fuori. Una sensazione strana, ma piacevole, per chi per lavoro aiuta chi è tagliato fuori dalla comunicazione ad esprimersi in un’altra lingua. Se non altro mi ha piombata per una volta tanto nei panni delle persone per le quali lavoro, almeno in contesti dialogici.

Tornando alla lezione di Giordani, ammetto prima ancora di darvi qualche informazione, che sono profondamente ignorante in materia di islam e che nei miei appunti potrebbero esserci errori di comprensione e di spelling.

Questo è quello che ho capito oggi.

HADITH = discorso (e, per estensione, scienza delle testimonianze della vita del profeta). Trattasi di scritti che si sviluppano parallelamente al Corano e che similmente vengono imparati a memoria dai musulmani.
http://www.iiu.edu.my/deed/hadith/bukhari/

MATN = carico (cioè il contenuto degli hadith)

ISNAD = catena di trasmettitori. Questo perché gli hadith sono stati tramandati prima oralmente e solo in un secondo momento trascritti. Quando li si legge, sempre iniziano con “X ha sentito da Y, che ha sentito da Z, che ha sentito dire dal profeta”, con catene di sentito dire, di diversa come vedremo affidabilità, che contengono a volte anche 10-20 anelli.

MUSANNAF = hadith organizzati per argomenti

MUSNAD = hadith raccolti per catena di trasmissione (le catene possono essere sane, buone e deboli)

I due Musannaf più famosi, e più “sani”, sono quelli di AL BUKHARI e di MUSLIM

FATWA = parere giuridico, espressione dell’IMAM di una certa scuola giuridica

IJTIHAD = lo sforzo interpretativo (non vi ricorda nulla questa parola?)

Ora, potreste chiedermi, ma a te che importa tutto questo?

Bè. Innanzitutto sono parole che spesso leggo nei giornali senza capirne il senso. Non dico che ora è tutto chiaro, ma se non altro ho varcato il primo muro e ho colto la logica e la complessità che sottende certi comportamenti.

So cos’è una Fatwa, la stessa con cui anni fa Salman Rushdie è stato condannato dall’Imam Khomeini, la massima autorità Sciita, se ho ben capito, del tempo.

Ho sentito la testimonianza di due arabi, uomo e donna, che mi hanno spiegato come il Corano e gli hadith siano parte della loro quotidianità. Pensate che in media un musulmano conosce almeno 3/30 del Corano a memoria. Il ragazzo che era a lezione oggi ne conosce circa 7/30 e ha recitato alcuni brani per noi. Il che, ancora una volta, potrebbe sollevare l’interrogativo: ma tu che hai a che fare con tutto questo?

E io ancora rispondo che ne è valsa la pena, che tutto mi affascina (o quasi) e che è inutile parlare di apertura all’altro se poi si fuggono le occasioni per capire qualcosa di un altro con cui coesistiamo. E devo ammettere che la lezione di oggi mi ha fatto anche molto riflettere sul nostro essere cristiani, cattolici, quando nella maggior parte dei casi nemmeno si conoscono i testi sacri. Non dico certo che dovremmo impararli a memoria, come fanno i musulmani da quando sono bambini, ma almeno forse leggere il fondamento di quella che diciamo essere la nostra religione.

Food for thought.

La lezione di Laura Gavioli, e di Jan Cambridge, era decisamente più “in focus” rispetto alle mie ricerche. Ordinaria presso l’università di Modena e Reggio Emilia, fautrice insieme a Claudio Baraldi, del LAIM, infaticabile ricercatrice sulla mediazione dialogica e mia tutor :) , Laura ci ha fatti entrare rapidamente nel merito, proponendoci delle trascrizioni tratte dai dati raccolti negli ultimi anni insieme a Baraldi e Iervese.

Una breve panoramica teorica, parlando a braccio ma appoggiandosi su citazioni di Ochs e Schieffelin, Rogers, Coulehan, Conroy, Jefferson & Lee, Bolden e Davidson, poi dritto ai dati. Quelli da cui tanto si può capire di noi, delle nostre conversazioni, dell’affettività con cui carichiamo le nostre parole.

Proprio l’affectivity è stato il comun denominatore della lezione. Alla ricerca di affectivity abbiamo analizzato scambi tra medico e paziente, tra medico e mediatore, tra imputato e interprete. Comune a tutti questi contesti è una co-costruzione del significato e un coordinamento del discorso da parte del mediatore che non si limita a passare il messaggio, ma organizza gli scambi e contribuisce o ostacola la comunicazione. Per quanto possa infatti sembrare paradossale il mediatore, che dovrebbe facilitare la comunicazione, a volte esclude il paziente o il medico da certi scambi a due (a tre l’affettività è molto più difficile da gestire, e non solo quando c’è di mezzo un interprete) e quindi rende lo scambio in realtà più problematico.

La Cambridge è intervenuta ogni tanto per sostenere quello che la Gavioli stava dicendo. Lo faceva dall’alto della sua esperienza sul campo, fornendo esempi concreti di come l’interprete si trovi a gestire situazioni difficili (non solo termini difficili). Situazioni in cui si rende necessario interrompere, suggerire all’uno o all’altro partecipante di dire o di chiedere qualcosa che sia culturalmente rilevante, fare un po’ di “semaphore” per dirlo con la Cambridge, vale a dire gesti per interrompere [e meglio coordinare l’interazione – dico io – da partecipante attivo all’interazione].

In un secondo momento la Cambridge ci ha poi presentato il suo Big Project, così come lo chiama lei: Interpreter output in “Talking” therapies: towards a methodology for good practice.

Ci ha spiegato le sue metodologie e le sue difficoltà nello scrivere una Literature Review che corrispondesse ai dettami della professione medica. Se voglio farmi ascoltare dai medici – ha sottolineato la Cambridge – devo parlare e scrivere come loro, e possibilmente pubblicare in riviste dove loro possano incappare nel mio articolo. Per questo si è iscritta alla Medical School di Warwick, superando le ovvie difficoltà di entrare in un mondo ed un linguaggio che non le apparteneva ma che piano piano comincia a digerire. Se non altro a giudicare dal fatto che la sua Literature Review è stata valutata positivamente.

Ora, aldilà di una certa debolezza teorica sicuramente compensata dalla professionalità acquisita (la Cambridge ha un DPSI [Diploma in Public Service Interpreting] Level 6 il che significa che è al top delle qualificazioni che un public service interpreter può avere in UK), e di una certa diversità di vedute (lei adotta il modello imparziale di interpretazione mentre io sono, se non altro in certi contesti, per il community model), la Cambridge è stata un’incontro molto stimolante e motivante.

Anche solo per il fatto che, vedere una donna in età matura con 30 anni di esperienza alle spalle che inizia un PhD, e condividere per due giorni l’entusiasmo con cui porta avanti questo Big Project, mi ha dato ancora più voglia di continuare su questa strada.

Perché fino a che c’è voglia di fare ricerca, fino a che c’è il desiderio di imparare e di superarsi, fino a che la curiosità spinge aldilà dei propri limiti, si rimane giovani e attivi. Rita Levi Montalcini docet :)

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venerdì, maggio 1st, 2009 Interpreting, PhD Nessun commento

Glossari da condividere

Le Alpi dallo spazio, maggio 2002

Le Alpi

Come promesso, ho diligentemente fatto il debriefing del convegno sui cambiamenti climatici, e oggi condivido tre glossari inerenti.

Vi propongo, anzitutto, i due glossari aggiornati sulla Flora e la Fauna delle Alpi. Non si tratta che di una selezione delle specie in cui potreste incappare, ma in fondo da qualcosa bisogna pur cominciare. :)

glossario flora

glossario fauna

A seguire il glossario finale sulle Alpi e i Cambiamenti Climatici IT>FR. Troverete in giallo alcuni traducenti sui quali sono indecisa ed alcuni buchi in corrispondenza di termini aggiunti nel debriefing ma non ancora tradotti.

glossario alpi & cambiamenti climatici

È mia abitudine inserire, a convegno concluso, tutto quanto è emerso e potrebbe emergere in futuro. La traduzione delle new entries dipende però dalla mia disponibilità di tempo, ma è di norma rimandata al convegno successivo.

Questa volta non fa eccezione, perché purtroppo ora devo dedicarmi alla laringostroboscopia che mi vedrà impegnata tutto il mese di aprile.

Approfitto di questo post per dirvi che, per facilitare le mie e le vostre ricerche su dailynterpreter, oggi inauguro una nuova sezione del blog, quella in cui andranno di mano in mano ad accumularsi i miei glossari.

I glossari già disponibili in rete continuerete però a trovarli nella pagina “resources” o seguendo il link al Laboratorio di Terminologia.

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sabato, aprile 4th, 2009 Glossaries, Interpreting Nessun commento

Lode a Noseda

Ferran Adrià

Ieri sera, per chi di voi non avesse guardato la Tv, c’era Ferran Adrià a Che Tempo che fa. Nonostante i grandi ospiti della serata, Lapo Elkann e il cuoco spagnolo in primis, il vero protagonista secondo me è stato l’interprete: Paolo Maria Noseda.

Lo è stato perché nonostante un ospite che andava a velocità della luce, lui è riuscito a stare calmo, a scandire le parole, a mantenere un tono televisivo e fruibile.

Lo è stato perché tutto questo lo fa senza nemmeno essere visto, citato, ringraziato, con la discrezione e la professionalità proprie di un interprete.

E lo fa, credo, internamente diviso tra la fedeltà dell’interpretazione e i bisogni del pubblico televisivo.

A questo proposito avrei una curiosità: quando, come ieri, un ospite straniero cita una marca (è stato il caso del caffè Lavazza) cosa dovrebbe fare un interprete televisivo? Dovrebbe essere fedele all’originale o censurare rispettando i dettami di una TV in cui non si può fare pubblicità occulta?

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lunedì, marzo 23rd, 2009 Interpreting 3 commenti